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Saturday, 2 April 2011

Il genio (veneto) che pose le basi per la creazione di Google

Mr Marchiori, one of my heroes
I am a little reluctant to admit it kids, but I am not always proud to be Italian. 
It is true that some things about my country make me stand in awe and, at the end of the day, I wouldn’t want to live anywhere else in the world.
And yet, many other things  make me feel so ashamed. Look at our politicians (covering a significant part of the left-right spectrum) just to consider the most blatant example. Some of them have made Italians a laughing stock around the world, an object of jokes and ridicule, and that's so sad. What a shame that this beautiful country of ours should be run by such a bunch of idiots, crooks and clowns… Italians are so much better than that!
But when it comes to Veneto, my excellent region, then my heart swells with pride.  I love my Venetian heritage and I love and admire my people.
Today I want to tell you about Padua born Massimo Marchiori, a young  Italian computer scientist who made major contributions to the development of the web.
In July, 2004, he was given the prize TR100 by the Technology Review (the best 100 researchers in the world). 
He works nowadays in the University of Padua Italy (he used to teach at the University of Venice) and in the World Wide Web Consortium. He was the creator of HyperSearch, a search engine where the results were based not only on single pages ranks, but also on the relationship between the single pages and the rest of the web. Afterwards, HyperSearch became the basis for future search algorithms such as PageRank, on which search engines such as Google are based.
To learn more about Mr Marchiori, have a look at today's article by Corriere della Sera.
Check out these links too:
Massimo Marchiori Fan Club
Il Sole 24 ore
Wikipedia
"La mia storia? Eccola. Mi sono laureato a Padova, specializzato in Olanda. Sono tornato a casa, a Venezia, ma non riuscivo a vincere un concorso. Mi sono visto passare davanti figli di ex rettori, nipoti di baroni, raccomandati d'ogni tipo. Ho mandato i miei lavori al Mit di Boston e mi ha chiamato subito di persona Tim Barners Lee (il creatore di World Wide Web, ndr). Un giorno sono andato a San Diego a esporre i risultati delle mie ricerche. Alla fine mi ha chiamato Larry Page e abbiamo discusso a lungo sulle possibili applicazioni. L'anno dopo lui e Brin hanno creato Google. Sono sempre stati onestissimi con me, hanno sottolineato un'infinità di volte il debito di Google con Hyper Search".
"Che cosa penso della cosiddetta riforma Gelmini? Sono sbalordito. A furia di lavorare con gli americani, sono diventato ingenuo come loro. Mi aspetto ogni volta, da qualsiasi governo italiano, che annunci nuovi fondi per la ricerca. Invece arrivano puntuali i tagli. Non m'intendo di politica ma non posso credere che non capiscano quanto stanno facendo. Tagli di questo tipo, indiscriminati, dovrebbero realizzare miracolosamente, secondo loro, una gestione virtuosa dei fondi universitari. Al contrario, rafforzano i baronati. Perché è evidente che, senza criteri di merito, a franare sono sempre i più deboli politicamente, cioè quelli che fanno ricerca, mentre i forti, i baroni, se la cavano sempre. Nell'uso di Internet il ritardo dell'università italiana è tragico. Ma presto non sarà un problema, perché di questo passo il futuro è una specie di Cepu, un'istruzione di serie B o C. Perché sono tornato in Italia? Me lo chiedo anch'io. Resto per tigna, e per gli studenti. Non vorrei rassegnarmi, ma non so fino a quando". Marchiori è un mito per gli studenti di mezzo mondo. Per i suoi è un formidabile biglietto da visita: "Studio con Marchiori".

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